Bike Sharing: mobilità condivisa (e sostenibile) su due ruote

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Bike Sharing: mobilità condivisa (e sostenibile) su due ruote

Negli ultimi anni si è iniziato sempre più a parlare di sharing mobility (o mobilità condivisa) che in Italia ha visto un incremento notevole come settore nel suo complesso. Dei 357 servizi di mobilità condivisa (tra bici, auto e scooter) censiti dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, ben il 76% del totale è rappresentato da servizi di bike sharing, confermando l’Italia come il paese europeo con il più alto numero di servizi attivi in questo settore.

Il bike sharing è uno strumento di mobilità sostenibile che prevede l’utilizzo di bici per spostamenti all’interno di tracciati urbani. Le bici, come suggerisce il nome, non sono quindi di proprietà del singolo utente, ma sono condivise e possono essere noleggiati, per brevi periodi, da tutti gli iscritti al servizio. Un modo ecologico e pratico per potersi muovere in piena libertà.

In tema di mobilità, nell’arco dell’ultimo anno, il bikesharing è stato infatti uno degli argomenti più dibattuti. Vediamo cosa dicono i dati!

 

Bike sharing: tutti i numeri di un successo

Secondo l’ultimo Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility nel 2017 il bike sharing italiano è primo in Europa per diffusione, con 39.500 bici a disposizione degli utenti in 265 comuni.
Tra il 2015 e il 2017 gli utenti che hanno scelto la mobilità condivisa sono aumentati del 50%, garantendo a circa 18 milioni di italiani un servizio più green.
Un trend che mostra come a oltre due secoli di vita la due ruote viva in Italia una seconda giovinezza apprezzata soprattutto nei centri storici delle città del Nord.

Il boom della mobilità condivisa su due ruote tocca quattro grandi città italiane all’interno delle quali circolano ⅔ delle bici: Milano (44%), Torino (13%), Firenze (8%) e Roma (5%).

Un vero e proprio esercito a pedali a cui si aggiungono le bici private, anch’esse in continua crescita!

Da stazioni fisse a free floating

Il mondo delle biciclette in condivisione è in fermento: il classico modello basato su bici da noleggiare e riportate presso stazioni fisse è stato sconvolto da alcuni nuovi operatori che hanno introdotto il bike sharing “free floating”, dove gli utenti possono parcheggiare la propria bicicletta ovunque si trovino.

Tra gli attori del settore presenti in Italia troviamo: Mobike (il primo ad aprire le danze su Milano e Firenze), Bicincittà, Obike e Ofo. La loro diffusione e la nascita di nuovi servizi è in continua espansione.

I vantaggi della mobilità condivisa

Nonostante l’uso ancora limitato in molti comuni, il fatturato generato dagli spostamenti a pedali è rilevante, oltre ai numerosi vantaggi per la salute e l’ambiente.

I vantaggi che porta con sé la mobilità condivisa sono numerosi.

Primo tra tutti la comodità di avere un mezzo sempre disponibile che consente di arrivare dappertutto. Il bike sharing fa bene non solo a chi lo usa, ma anche alla città stessa: meno traffico, meno smog e inquinamento, maggiore velocità di spostamento interno.

La crescita delle flotte a disposizione ha permesso inoltre che un numero maggiore di italiani si sia avvicinato all’uso della bici con notevoli benefici per la salute. Si tratta, infatti, di un incentivo all’utilizzo di un mezzo decisamente pratico e green senza di fatto possederlo. Consente di ridurre i costi di trasporto e di aggirare il problema legato al traffico, molto sentito nelle grandi città, circolando anche duranti i blocchi imposti a causa dello smog.

Vivere in un grande città, e potersi muovere liberamento al suo interno, senza vincoli di orari e percorsi è senza dubbio una delle esigenze più sentite dei suoi abitanti.

Ma lo è anche per il turista. Ecco perché i proprietari delle strutture ricettive non possono ignorare questo fenomeno!

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